Mantenere le distanze
Scritto da Sokak | Dicembre 5, 2007
Ieri, mentre stavo dal dentista, ho sentito una notizia per radio.
A pochi chilometri da dove lavoro, forse un minuto di macchina, uno scuolabus è stato preso in pieno mentre svoltava a sinistra.
Dal furgone di un corriere, che arrivava a tutta birra da dietro. Autista dello scuolabus distratto? Corriere al cellulare? Chi lo sa.
Dopo l’impatto, l’autobus si è ribaltato, e un bambino ci è rimasto secco. Se n’è accorto il padre, vigile del fuoco, mentre prestava i primi soccorsi.
Diversi bambini gravi, sono ancora in ospedale.
Un bambino morto. Per cosa? Distrazione dicevamo? Velocità?
A 150 all’ora, se la matematica non è un opinione, in un fottuto secondo percorri oltre quaranta metri.
Quaranta metri, molto alla carlona, sono pressappoco 12 fiat panda, di quelle nuove, una incolonnata all’altra.
Un paragone facile facile, visualizzabile da chiunque in un qualsiasi parcheggio cittadino.
Quando viaggi a centocinquanta, quando squilla il cellulare e guardi chi è, la macchina che vedevi piccola come un pacchetto di sigarette, quando rialzerai gli occhi, sarà già entrata nel tuo abitacolo, e mentre i tuoi occhi schizzeranno fuori dalle orbite mentre il tuo torace verrà sfondato dal volante, altra si schianterà allegramente dietro di te.
Mentre discuti vivacemente col tuo passeggero, e ti volti a gesticolare, la curva là in fondo sarà già passata sotto le tue ruote, e se non starai sbandando sullo sterrato, potersti essere tranquillo giù per uno strapiombo.
Se viaggi solo ai centotrenta, chi può dire che non sopraggiungerà alle tue spalle un altro ai centocinquanta?
Sapete perché in un tratto x di strada c’è un limite x di velocità? Perché anche se viaggiare a x chilometri orari ti dà l’impressione di essere una tartaruga zoppa, ti accorgerai che semplicemente pestando il freno con tutte le tue forze, abs o meno, riuscirai a fermarti in tempo senza farti/fare troppi danni.
Giù dalle colline che scendo ogni dì per andare a lavorare, il limite dei cinquanta impedisce al primo coglione di volare giù per il dirupo nei campi se per terra c’è un po’ di brina, oppure di frenare per tempo quando torno a pranzo per evitare l’altro coglione che arriva tutto sparato e taglia la curva in derapata.
Anche se sovente il coglione che arriva giù sono io, passo spedito ma non derapo (mera economia del copertone) e chiudo dopo aver guardato (solo d’inverno, quando gli alberi spogli mi permettono di avere la visuale per avere la certezza assoluta, che non esiste, che qualcuno stia risalendo)
Però mi chiedo: come fare, quando su un rettilineo della provinciale, tra il centro abitato e la zona a settanta all’ora, tu rispetti il limite, e venti/trenta autovetture al minuto ti sorpassano sibilando come missili?
Non è forse più pericoloso questo, su una strada dove passano maree di camion, e lo spazio scarseggia?
Come fai a rispettare la legge e a non morire?
Non puoi. Ma una cosa malata e triste mi consola.
Stai attento, automobilista “navigato” .
Stai attento, tu che “vabbè, sono solo due birre” , e “massì, che se non ti beccano gli sbirri, anche se parlo al cellulare, non muore mica nessuno”.
Stai attento, tu che zigzaghi nel traffico col tuo bolide, o col tuo pachiderma.
Stai attento, che se oggi muore un bambino o muoio io, domani a crepare tocca a te.
O peggio, potresti sopravvivere.
Bisognerebbe farne di più di quelle belle campagne pubblicitarie che terrorizzano, come quelle sull’alcool e il volante.
Perché questo monito sarà letto solo da chi non dovrebbe.
Topics: Rabbia, Capiterà anche a te un giorno, Depressione, Motori, Pensieri, Violenza gratuita, Pessimismo |
8 Gennaio 2008 alle 15:48
Non è che tu abbia torto, ma su certe strade da 130 Km/h rispettare i 90 Km/h è durissima… [ed infatti ci ho rimesso 2 punti sulla patente e nonsoquantieuro…]
9 Gennaio 2008 alle 01:56
Non lo nego, io per primo ne ho persi cinque…
Ma o si provvede con qualcosa di più utile (tipo, quell’asfalto da casello, che ti romba sotto le ruote e ti fa rallentare per forza, o ti sveglia bruscamente, prima di curve e nei centri abitati, che molli per non spaccare le sospensioni… Non i dossi, che di notte li svitano da terra, e che comunque sono ancora più pericolosi a quelle velocità)
(oppure, i finti vigili di cartone, che ti piglia l’infartone, ma almeno te la leghi al dito…)
(oppure, ti sequestrano la macchina, e ti danno una matiz a gas con centoventimila chilometri sul groppone e te la tieni una settimana, e inizi a capire come ci si sente)
o non servirà a niente se non a rimpinguare le casse della comunale staccar multe troppo tardi, e alle autoscuole a far soldi a far recuperare i punti ai recidivi…